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La ruota del criceto

Ovvero, va tutto bene finché a cambiare sono i nostri pazienti.

Ma cosa succede se siamo noi a doverci mettere in gioco?

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose “ A. Einstein

Lo scenario del cambiamento nelle professioni psicologiche

  • Ogni anno dalle facoltà di psicologia in Italia escono dai 5000 ai 6000 laureati. Nel 2016 si contavano 100.722 iscritti all’albo e probabilmente, entro la fine del 2018, il numero sarà maggiore (uno psicologo ogni 512 persone). Per chi decide di intraprendere la scuola di specializzazione poi la situazione non è numericamente molto diversa, essendoci più psicoterapeuti in Italia che nel resto d’Europa.
  • Paradossalmente, nonostante l’alto numero di psicologi, la salute psicologica in Italia sembra peggiorare rispetto al 2005, soprattutto nella fascia di età fino ai 34 anni (Istat, luglio 2014).
  • La politica economica italiana degli ultimi anni, che vede dei tagli alla spesa pubblica sempre più pressanti (dei 45mila psicologi che attualmente lavorano in Italia, solo 6000 trovano posto nelle strutture pubbliche), farà sì che questa crescente domanda di chi avrà bisogno di servizi psicologici sarà sempre più assorbita dal settore privato.

Non ci vuole di certo un genio per capire che per avere un futuro professionale occorrerà lavorare in proprio, e sarà necessario acquisire delle conoscenze imprenditoriali e di marketing purtroppo ancora molto distanti dalla comune formazione offerta dalle università.

Viviamo in un contesto in cui le risorse e il tempo sono percepiti come estremamente limitati e lo saranno sempre di più. Scelte legate ad esempio allo spostamento (utilizzo dell’auto o di qualsiasi altro mezzo) saranno considerate ancora maggiormente rispetto ad ora. Ma anche i costi legati all’attività privata da psicologo (affitto dello studio, tasse, commercialista, ecc.), pur non essendo particolarmente alti comparati ad altre categorie professionali sanitarie, dopo anni di tirocini/volontariato rappresentano sempre più un ostacolo all’avvio dell’attività.

“È nella crisi che sorge l’inventiva,

le scoperte e le grandi strategie.”

(Einstein, Il mondo come io lo vedo, 1931)

Crisi = Opportunità?

Le dinamiche relazionali con i clienti stanno mutando, così come le tempistiche del lavoro e l’organizzazione delle attività. Eppure, proprio da questo contesto di cambiamento sociale emerge un aspetto che può potenzialmente rinnovare la nostra professione, offrendoci incredibili opportunità per fornire i nostri servizi psicologici: l’utilizzo del Web.

Basta infatti pensare che nel nostro paese in media su Google si compiono 12.100 ricerche al mese della parola “psicologo”. Alte cifre si raggiungono anche per ricerche più specifiche.

Ormai otto italiani su dieci (81%) ricorrono a internet per cercare informazioni sulla propria salute psico-fisica e professionisti di riferimento e per 9 Italiani su 10, internet è una fonte di informazione molto più valida di radio, TV e addirittura della vecchia enciclopedia.

Eppure si stima che meno del 40% degli psicologi in Italia abbia un sito web e sappia utilizzare i social network in modo strategico per la professione. Ancora meno sono quelli offrono consulenze psicologiche online e telefoniche.

Ma quali potrebbero essere alcuni dei vantaggi della presenza web e delle consulenze online fornite dagli psicologi?

  • Visibilità e possibilità. I siti internet e i social network sono una vetrina aperta 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che elimina qualsiasi distanza geografica. Con le consulenze online, il bacino d’utenza potenziale non ha più un confine strettamente territoriale e definito temporalmente ma si espande virtualmente a tutt’Italia.
  • Velocità. La nostra società è sempre più veloce e la reperibilità immediata di informazioni sui nostri servizi aumenta l’interesse dei potenziali clienti.
  • Semplicità. Trovarci su internet permette di conoscerci già prima di contattarci. Trovare informazioni sul nostro lavoro permette alle persone anche di capire meglio la nostra professione.
  • Risparmio. Il costo di accesso alla rete e di gestione degli strumenti online è incredibilmente basso rispetto ai vantaggi che offre, e questo è vero sia per il terapeuta che per il paziente. Nel caso di interazioni online il costo in termini di tempo e denaro dovuto agli spostamenti viene virtualmente abbattuto. Anche il costo relativo all’affitto dello studio potrebbe essere drasticamente ridotto o annullato nel caso di interazioni online (non dimentichiamoci che la nostra professione prevede che si possa adibire a studio anche un’abitazione privata che garantisca comunque le caratteristiche di privacy e riservatezza richieste dal codice deontologico).

Come fare web marketing se sei uno psicologo

Naturalmente, per lo psicologo questo nuovo scenario richiede conoscenze specifiche degli strumenti web, delle peculiari modalità di erogazione dei servizi psicologici online, delle prove di efficacia terapeutica relative alle nuove forme di comunicazione, ma anche delle diverse e delicate dinamiche relazionali che s’instaurano online, della conservazione dei dati personali e delle norme deontologiche adeguate ai nuovi media tecnologici.

Questo è quanto ci proponiamo di fare mettendo le nostre conoscenze al vostro servizio e accompagnandovi per rendere più semplice e concreta questa nuova possibilità. Perché siamo profondamente convinti che il web marketing possa essere una strada percorribile dagli psicologi e che possa rappresentare un’alternativa realistica ad una professione che procede nel modo tradizionale in una società che tradizionale non lo è più.